In questi giorni pare che l’algoritmo di Instagram sia impazzito: numerose persone si sono ritrovate nel feed dei reel decisamente poco apprezzati e spesso anche poco appropriati, raffiguranti scene di violenza, contenuti sessualmente espliciti e altri temi sensibili che, chiaramente, non dovrebbero comparire su certe piattaforme e tantomeno ricevere un’ampia divulgazione.
Al momento in cui si scrive questo editoriale non è ancora chiaro cosa sia successo in questo caso specifico.
Problema tecnico? Attacco esterno? Improvviso sopravvento delle macchine stile Matrix o Terminator?
Il punto però è un altro: internet è uno strumento potentissimo che può essere una grande risorsa, come un gigantesco problema.
Pensiamo alle dinamiche di un piccolo gruppo di persone, anche di un piccolo villaggio, in cui ogni testa pensa come vuole e ogni voce parla come vuole. La libertà di pensiero e di parola sono diritti inalienabili, per fortuna, quindi ogni persona deve poterli sempre esercitare.
Succede però che nel gruppo ci sia un soggetto disonesto, che mente per ottenere i propri scopi. Succede poi che ci sia anche una persona più fragile, che non ha gli strumenti per difendersi dagli attacchi delle altre persone. Allo stesso modo, c’è qualcun* più prepotente, che non vuole ascoltare le opinioni altrui. Fortunatamente c’è anche chi vuole fare del bene, chi vuole aiutare tutto il gruppo attraverso le proprie competenze e sfruttando i propri punti di forza. C’è chi, invece, il gruppo vuole dividerlo e pian piano sgretolarlo.
Queste dinamiche esistono da sempre e sempre esisteranno, fanno parte dell’essere umano (e anche un po’ del mondo animale, in un certo senso).
Quello che succede con internet, però, è che tutto si amplifica sempre di più.
La conoscenza è di tutte e tutti, ma lo sono anche la disinformazione e la propagazione di notizie false e tendenziose.
Un messaggio d’amore arriva più velocemente, ma alla stessa velocità, forse anche con forza maggiore, arriva un messaggio di odio.
Siamo tutt* più conness* ma rischiamo di perdere di vista i veri legami.
“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità” per citare uno dei miei fumetti preferiti (Spiderman, casomai ancora qualcun* non conoscesse la cit.), ma in questo anche le responsabilità diventano molto più collettive, perché questo grande potere, questo grandissimo strumento, è in mano di tutte e tutti.
Certo, magari chi controlla gli algoritmi e penalizza le piccole pagine che fanno onesta divulgazione o chi nella propria arte mostra mezzo capezzolo, per poi promuovere video di morte, violenza e sesso non consensuale, potrebbe stare un po’ più attento.
Magari dico, eh.
Pepita



